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Da quando esistono i computer esiste anche un linguaggio che ha una incredibile capacità: quella di rappresentare qualunque tipo di informazione utilizzando un alfabeto fatto di soli due caratteri. Questo è il linguaggio binario che come sappiamo è costituito solo ed esclusivamente di 0 e di 1. Da quando sono state inventate le reti ed il protocollo IP (Internet Protocol) le informazioni rappresentate in binario possono essere trasferite da una macchina all’altra a grande velocità, ed è per questo motivo che oggi, con un singolo oggetto, possiamo vedere dei filmati, ascoltare la musica, leggere e scrivere dei documenti, anche se questi si trovano su una macchina diversa da quella che stiamo usando a centinaia o migliaia di kilometri di distanza. E’ proprio grazie alla fantastica capacità di rappresentazione di questo semplice alfabeto di 0 e di 1 che oggi assistiamo ad un crescente sviluppo del mercato dei media digitali. Ora, per capire il concetto di “interoperabilità” è perché questo concetto è cosi importante nel nostro presente e nel nostro futuro è necessaria una riflessione. Se non avete studiato Francese e provate a leggere un testo in questa lingua, riuscirete sicuramente a distinguere le lettere dell’alfabeto che compongono il testo, ma questo non vi consentirà di capire il significato del testo stesso. Questo succede anche agli apparecchi digitali. Tutti comunicano con lo stesso alfabeto, ma non è detto che parlino la stessa lingua. Ora è chiaro che, se un apparato che trasmette non parla la stessa lingua di un apparato che riceve, la trasmissione non andrà a buon fine con il risultato sperato. Dunque quando una certa famiglia di apparati è stata realizzata in modo che tutti gli apparati “parlino la stessa lingua” si dice che gli apparati sono “interoperabili”. Realizzare servizi IP interoperabili vuol dire fare in modo che esistano delle normative, osservate dai vari attori dei mercati di riferimento, atte a consentire che gli apparati ed i servizi impiegati di sistemi estesi funzionino correttamente anche se realizzati da aziende diverse. Sappiamo che la televisione analogica tradizionale in Italia funziona secondo uno standard chiamato PAL. Tutti coloro che trasmettono lo fanno secondo questo standard e tutti i produttori costruiscono televisori, lettori dvd, videoregistratori etc… secondo lo stesso standard. Il risultato è che noi possiamo scegliere un televisore della marca che ci pare con un lettore DVD di marca diversa per guardare tutti i film e i canali televisivi che ci vengono in mente. Grazie al fatto che tutto è “interoperabile” siamo sicuri che tutti i pezzi del sistema funzioneranno insieme in modo corretto anche se realizzati da diversi costruttori. I servizi IP non hanno ancora una regolamentazione ed una normativa di interoperabilità. Dunque ciascun fornitore di servizi può realizzare ogni componente dei suoi sistemi come crede per proporle al mercato. Ora chiaro che la televisione come la conosciamo oggi verrà presto soppiantata da un oggetto più potente che oggi si chiama IPTV. Un nuovo tipo di televisione digitale, multimediale e interattiva che utilizza come vettore la rete Internet e il protocollo IP al posto delle onde radio. Il problema è che, per questo tipo di televisione, non esiste l’equivalente di quello che oggi è lo standard PAL per la televisione tradizionale. Dunque se noi oggi, da consumatori, acquistiamo un servizio IPTV da un operatore saremo vincolati ad utilizzare l’apparato di ricezione fornito dallo stesso operatore per avere i contenuti che quel medesimo operatore trasmette. Non essendoci poi uno standard da rispettare, anche la qualità del servizio potrà variare senza regole precise, dando al consumatore garanzie imprecise ed insufficienti. Dunque, in assenza di una normativa credibile per l’interoperabilità, l’avvento dell’IPTV e della convergenza poterà come unico progresso quello di limitare definitivamente la nostra capacità di scelta. Per questo è molto importante che si possa procedere presto all’identificazione ed all’establishment di regole precise che possano tutelare tanto il consumatore quanto gli attori del mercato. Per questo scopo è nato il 13 luglio 2005 il consorzio Voipex, che oggi riunisce un gran numero di operatori del mercato al livello trasversale. http://www.voipex.it. L’interoperabilità è importante.
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